Scafati
Non tutti conoscono Scafati; molti conoscono Pompei, che confina con Scafati, molto più piccola, ma famosa per gli scavi archeologici e per il Santuario della SS. Madonna del Rosario. Tante persone non sanno che nei primi anni del '900, il territorio di Pompei apparteva a Scafati. Oggi Scafati è conosciuta e rinomata per i suoi aspetti negativi; al primo posto c'è senz'altro il fiume Sarno: mi trovo a parlare con qualcuno che non conosce la mia città, mi basta nominare il fiume più inquinato d'Italia, per avere come risposta " ah si, ho capito: quel paese del napoletano attraversato da quella "fogna a cielo aperto" e caratterizzato da tutti e solo i problemi dell'interland napoletano". Ma non è così: Scafati è una città di 50.525 abitanti della provincia di Salerno, di cui occupa la parte più settentrionale, confinante con la Provincia di Napoli. È ubicata a sud del Vesuvio e, pertanto, prende parte ai cosiddetti Paesi Vesuviani. Geograficamente appartiene all'Agro Nocerino Sarnese di cui è la prima città per numero di abitanti. Il suo territorio è attraversato dal fiume Sarno che taglia la città in due parti, una rivolta verso Napoli e l'altra verso Salerno. Fu importante centro industriale tessile e dell'armeria sotto il glorioso Regno delle Due Sicilie. Infatti, l'allora Re Ferdinando II istituì un Polverificio e realizzò un opera di rettifica del basso corso del Fiume Sarno per il trasporto delle polveri da sparo dall'op
ificio verso il mare, intervento che risolse anche diversi problemi per la popolazione legati alle continue esondazioni del fiume. Inoltre, sempre sotto la reggenza di Ferdinando II delle Due Sicilie, fu costruito uno scalo ferroviario sulla allora prima linea ferroviaria d'Italia Napoli-Portici-Nocera.
Il toponimo "Scafati" deriva dal termine "scafa", ossia "battello fluviale", che a sua volta deriva dal latino "scapha". Tali mezzi, chiamati poi "lontri", simili alla gondole, ma con fondo piatto, erano fondamentali mezzi per la navigazione del fiume Sarno. Ed è proprio per questa ragione, ma anche per il fatto che i palazzi del centro si affacciano pittorescamente sul fiume, la città di Scafati era un tempo indicata con il nome di "Piccola Venezia", prima che il fiume Sarno divenisse un'autentica fogna a cielo aperto dovute alla speculazione industriale delle fabbriche di pellami e delle industrie agroalimentari che scaricano nel canale Solofrana ed in quello Cavaiola e dopo le fallimentari gestioni del territorio negli ultimi 20 anni.
Il toponimo "Scafati" deriva dal termine "scafa", ossia "battello fluviale", che a sua volta deriva dal latino "scapha". Tali mezzi, chiamati poi "lontri", simili alla gondole, ma con fondo piatto, erano fondamentali mezzi per la navigazione del fiume Sarno. Ed è proprio per questa ragione, ma anche per il fatto che i palazzi del centro si affacciano pittorescamente sul fiume, la città di Scafati era un tempo indicata con il nome di "Piccola Venezia", prima che il fiume Sarno divenisse un'autentica fogna a cielo aperto dovute alla speculazione industriale delle fabbriche di pellami e delle industrie agroalimentari che scaricano nel canale Solofrana ed in quello Cavaiola e dopo le fallimentari gestioni del territorio negli ultimi 20 anni.
La città di Scafati accoglie scuole di tutti gli ordini e gradi. Si segnalano in particolare le due scuole medie superior
i di secondo grado statali: il Liceo Scientifico Renato Caccioppoli e l'I.T.I.S. Antonio Pacinotti.
Il 7 novembre 1999 a Scafati è stata fondata una Scuola della Canzone Napoletana dedicata a Roberto Murolo - Città di Scafati con una serata inaugurale tenuta presso “Villa Nunziante”.
Il 7 novembre 1999 a Scafati è stata fondata una Scuola della Canzone Napoletana dedicata a Roberto Murolo - Città di Scafati con una serata inaugurale tenuta presso “Villa Nunziante”.
Scafati ha anche partorito artisti del rango di Neffa.
Per quanto riguarda lo sport, come non citare la pallacanestro? La Legea Scafati nella stagione 2006/2007 ha disputato il suo primo campionato di serie A, concludendolo con un onorevole 10° posto. Inoltre è bacino di utenza per molti giovani dell'area vesuviana e dell'agro nocerino sarnese essendo un vero e proprio punto di riferimento sotto molti punti di vista. Il suo Palazzetto dello Sport, nonostante sia solo una tendostruttura, può contenere 3700 spettatori. In occasione della gara contro i campioni d'Italia di Treviso (2006) si è raggiunto il tutto esaurito.
La squadra di calcio locale è la Scafatese Calcio 1922, che nella stagione 2006/2007 dopo un campionato al vertice ha conquistato la promozione in serie C2.
S. Maria Delle Vergini - Patrona di Scafati
Tutta la città di Scafati si riconosce nel culto di Maria, attualmente, festeggiata nella quarta domenica del mese di luglio. La devozione della Madonna diventa rappresentazione iconografica con la statua della Madonna delle Vergini, che risale al 1713, fatta costruire a spese dei fedeli. Essa rispecchia nella sua rappresentazione iconografica la devozione alla Madonna ed il richiamo alla carità verso le vergini povere. La Madonna viene raffigurata con il volto di ragazza che brilla di una bellezza unica e che copre con il suo manto le due vergini poste in ginocchio ai suoi piedi, in atto di preghiera e di affidamento. La statua è stata sottoposta a restauro molte volte.


La chiesa di Santa Maria delle Vergini, la cui origine risale all’alto medioevo, nasce con le caratteristiche di una chiesa recettizia, divenuta poi collegiata numerata con sedici canonici portati a ventiquattro a metà del secolo XIX. La collegiata era una piccola unità pastorale. Parroco e confratelli sacerdoti avevano l’obbligo morale di provvedere al bene spirituale dei fedeli. La parrocchia nel corso della storia ha avuto una funzione centrale nella vita religiosa e civile. Essa dava vita ad un vero e proprio movimento di pensiero e di azione che aveva come scopo la formazione dell’uomo sotto ogni aspetto umano, culturale e religioso.
Un primo gruppo parrocchiale, per la formazione, cristiana, nasce nel 1921 col parroco Rioles, anche se il gruppo esisteva già dal 1911, allorquando la principessa Giustiniani Bandini, fondatrice dell’Unione delle Donne Cattoliche, diede vita a Scafati al Comitato parrocchiale che comprendeva donne coniugate e nubili dai diciotto anni in su alla presenza del Vescovo Renzullo. Nasce così la Gioventù Femminile per rispondere a nuove sfide ideologiche che si presentarono a Scafati. L’opera di apostolato laicale è stata realizzata nel corso della storia grazie all’abnegazione di tante donne che hanno consacrato la loro vita alla causa della religione e che ancora oggi se ne conserva memoria dei loro nomi.
Un primo gruppo parrocchiale, per la formazione, cristiana, nasce nel 1921 col parroco Rioles, anche se il gruppo esisteva già dal 1911, allorquando la principessa Giustiniani Bandini, fondatrice dell’Unione delle Donne Cattoliche, diede vita a Scafati al Comitato parrocchiale che comprendeva donne coniugate e nubili dai diciotto anni in su alla presenza del Vescovo Renzullo. Nasce così la Gioventù Femminile per rispondere a nuove sfide ideologiche che si presentarono a Scafati. L’opera di apostolato laicale è stata realizzata nel corso della storia grazie all’abnegazione di tante donne che hanno consacrato la loro vita alla causa della religione e che ancora oggi se ne conserva memoria dei loro nomi.
La Madonna Dei Bagni
La località “Fosso dei Bagni” è un piccolo quartiere di Scafati. Questa contrada dà il nome al Santuario Madonna dei Bagni, famoso e conosciuto tempio religioso che festeggia la Vergine dei Bagni durante il periodo dell’Ascensione. Infatti, quaranta giorni dopo Pasqua iniziano i festeggiamenti in onore della Madonna, dove fu trovata in una pozza d'acqua un'immagine sacra della Vergine. La pozza fu ritenuta miracolosa perché un giorno un lebbroso si recò presso la fonte e si bagnò con l’acqua per rinfrescarsi un po’. Il malato guarì e la sua guarigione fu subito legata da tutti i fedeli a Maria, che si fece acqua per riportare la felicità e la vita nell’uomo. tant'è vero che, secondo la credenza popolare, ci si recava per curare le malattie della pelle ("si tiene 'a rogna, jesce 'e Vagne").
Da quel momento iniziarono pellegrinaggi presso la fonte. Tutti i partecipanti pregavano la Madre di Gesù, affinché donasse gioia e speranza a tutti quanti.

Il Santuario si trova sull’antica strada che porta da Scafati ad Angri. A soli cinquecento metri è situato il laghetto dalle acque miracolose e taumaturgiche da cui è nato il culto noto come "‘o fuoss ‘e Vagne".
La chiesa settecentesca, dalle forme ondulate e il campanile quadrato, conserva all’interno altari in marmo policromo dell’epoca. Sopra l’altare maggiore sono rappresentate la fonte miracolosa e la Madonna, protagoniste della devozione dei fedeli. L’interno della chiesa è semplice.
Il santuario accoglie i visitatori tutto l’anno, ma si riempie di pellegrini durante la festa della Madonna di Bagni la quale, per tradizione, da anni è una delle feste più importanti della Campania, che raccoglie a sé tanti pellegrini.

Il santuario accoglie i visitatori tutto l’anno, ma si riempie di pellegrini durante la festa della Madonna di Bagni la quale, per tradizione, da anni è una delle feste più importanti della Campania, che raccoglie a sé tanti pellegrini.
La celebrazione parte il mercoledì dell'Ascensione, con la benedizione del fosso, dotato di rubinetti per consentire ai fedeli di bere l'acqua miracolosa dopo averla raccolta nelle mummarelle, le tipiche anfore di creta. Un tempo si svolgeva con l’immersione completa dei fedeli, oggi sostituita da un altro singolare rituale: una vecchietta intinge una piuma di gallina nell’olio santo e benedice tutti i partecipanti. La festa è sempre accompagnata da canti e balli spontanei che si svolgono vicino alla fonte sacra, le tammorre e altri caratteristici strumenti allietano i festeggiamenti fino alla domenica.Anticamente arrivavano, addirittura da Napoli, e da tutta la Campania, gruppi di fedeli con il "carrettone", un grosso carro agricolo addobbato trainato da cavalli; i bambini li seguivano con "'a corza d'o chirchio".
L'Abbazia di Realvalle

Nel maggio del 1274 furono gettate le fondamenta di Real Valle alla presenza di due monaci di Royaumont, di un architetto e di quel “Pietro da Chaule” che probabilmente ebbe un ruolo importante sia nel progetto sia nella realizzazione dei due complessi. Nel 1277 Carlo invitò le due abbazie madri ad inviare monaci nelle filiazioni italiane, fece a queste ultime abbondanti donazioni e stabilì che Real Valle avesse maggiore importanza della Vittoria, perché la sconfitta di Manfredi era avvenuta prima di quella di Corradino.

Oggi ne rimangono una parte del chiostro e degli edifici conventuali, originariamente destinati ai conversi.
Il Polverificio Borbonico



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